De pauperitate animi coglionis

Il coglione – il vero povero coglione, intendo – riesce sempre a sorprenderti.

Di solito preferisce agire quando meno te lo aspetti – un messaggio sparato su whatsapp per vedere se (e invece, no – perché si sa: su whatsapp leoni…), una chiamata o un’iniziativa mai presa, il sorriso ottuso di chi si crede un ganzo, e invece.

Egli ha un’innata capacità di istigarti alla violenza (nei suoi confronti, s’intende), ma poi alla fine ti fa quasi sorridere. Quasi, perché mentre crede di fare il simpatico, si brucia intorno il terreno per almeno un chilometro di raggio – che, elevato alla seconda e moltiplicato per pi greco, fa una discreta superficie calpestabile. Che tu vorresti fosse solo la sua faccia.

Il coglione è ovunque. Egli ti aspetta all’angolo della strada, ignudo e senza impermeabile, e quando stai per voltare l’angolo, scappa prima lui. Nonostante si fosse appostato lì per ore, lui penserà davvero di esser passato solo per un fortuito caso. Mentendo a se stesso, ma credendo di aver così salvato la faccia. Faccia che tu ardiresti schiaffeggiare inconvulsamente, se solo riuscissi a prenderlo.

Ma egli è veloce, ramingo e inafferrabile. Egli è ovunque.

(continua…?)

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2 pensieri su “De pauperitate animi coglionis

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